TRUCCHI LEGALI : SALVARE LA CASA DEI GENITORI DA EQUITALIA

 

USATE LA LEGGE PER DIFENDERE LA VOSTRA FAMIGLIA  ED UN BENE PRIMARIO : LA CASA !!!

Se avete dei debiti contattate l’associazione.

Non permettete ai creditori di portare via la casa dei vostri genitori o dei Nonni.

Infatti possono pignorare la vostra futura eredità !!!

SOLUZIONI POSSIBILI UTILIZZANDO LA  LEGGE 

NOI DIFENDIAMO LA FAMIGLIA ED I SUOI BENI ! 

 

DIVENTATE CON NOI ETERNI STUDENTI … VIVRETE MEGLIO !!! 

 

 

Ecco il trucco legale di oggi: 

Cessione di bene con obbligo di assistenza 

La cessione di bene con obbligo di assistenza è un istituto giuridico attraverso il quale il soggetto “acquirente” dell’immobile non paga un prezzo ma si obbliga ad eseguire, a titolo di corrispettivo, delle prestazioni che si sostanziano in obblighi di “dare” (fornire alimenti, medicinali, vestiario etc.), ed in obblighi di “fare” (assistenza, pulizia della persona e della casa, fare compagnia etc.). Si concretizza in un contratto personalizzato per individuare ben chiaramente gli impegni che, se non osservati, potrebbero determinare lo scioglimento del contratto di cessione per inadempimento.

La cessione di bene con obbligo di assistenza è:

1) un contratto consensuale, ai sensi dell’art. 1376 c.c., in quanto prevede il consenso di entrambe le parti;

2) un contratto con effetti obbligatori, in quanto il soggetto beneficiario dell’immobile è tenuto ad adempiere agli obblighi di assistenza;

3) un contratto ad effetti reali, in quanto il soggetto obbligato alla prestazione acquista immediatamente del bene;

4) un contratto di durata caratterizzato dall’aleatorietà, relativa non solo alla durata della vita del cedente, ma anche all’entità ed alla qualità delle prestazioni materiali e spirituali che non possono essere quantificate a priori nella stipula del contratto.

Facciamo l’esempio realmente accaduto: 

Il Signor  Rossi , dichiaratosi  non autosufficiente, ha ceduto con atto notarile il suo appartamento a mio figlio con una “cessione di bene con corrispettivo di obbligo di assistenza”. Mio figlio ( nipote )  abita da allora con la sua famiglia, in comodato gratuito e tutti i giorni provvede  ad accudirlo provvedendo anche a fargli la spesa etc ( varie informazioni non divulgabili)  ….. inoltre da poco è stato licenziato ed è  in fase di separazione consensuale con sua moglie. Non avendo altre dimore, può legalmente sostenere di rimanere nella sua casa per accudire ed assistere il Signor Rossi …….  l’immobile da due anni ha quindi cambiato proprietario legalmente con atto notarile . Ora  il Signor Rossi tantomeno il sottoscritto  ( figlio) rischiano di vedersi portare via l’immobile frutto di anni di sacrifici dalla esosa equitalia . 

 

Il nipote quindi , attraverso l’atto notarile, è diventato dunque l’unico beneficiario dell’immobile, impegnandosi però a prestare assistenza al proprietario originario. Pertanto, per adempiere correttamente al suo obbligo il nipote  deve essere fisicamente vicino all’anziano o comunque essere ligio a quanto dichiarato in atto notarile. Un domani che quest’ultimo verrà a mancare, il figlio diventerà ufficialmente il proprietario dell’immobile senza che nessun creditore possa presentarsi e bussare alla porta. La successione ed il pignoramento di equitalia su beni in successione è evitato a norma di legge.

Precisando che questo comportamento non si deve tenere per aggirare il debito è pur vero che CONOSCENDO QUESTA POSSIBILITA’ chi non utilizzerà tale mezzo per aiutare i nostri anziani e fare ” marameo ” alla ex -equitalia ???   

CONOSCERE LA LEGGE SIGNIFICA

AVERE ANCORA DEI DIRITTI. 

 

 

 

 

 

 

Volete capire meglio come salvare il vostro patrimonio immobiliare ?

Volete che nessuno vi ” mangi la casa “.

IOAGISCO@AVVOCATOINFAMIGLIA.COM

 

Quanto detto viene confermato dalla giurisprudenza attuale .
“Con il contratto di mantenimento, una parte (beneficiaria) trasferisce all’altra (contraente) un immobile ricevendo in cambio un preciso impegno di assistenza. Il requisito dell’aleatorietà è elemento essenziale del contratto di mantenimento che può sussistere in un patto in cui a fronte della necessità di assistenza in capo alla beneficiaria – già presente al momento della stipulazione del contratto di cessione dell’immobile – la durata delle prestazioni a carico della controparte sia sconosciuta (essendo legata alla durata della vita della beneficiaria)” Cass. Civ., sez. II, sentenza 11 aprile 2013 n. 8905.