QUESTA E’ UNA RAPINA ! IN NOME DELLA LEGGE !

QUESTA E’ UNA RAPINA ! IN NOME DELLA LEGGE !

Pignoramento automatico per le multe 

non pagate dagli automobilisti !!!

Tra i poteri dell’Agenzia delle Entrate riscossione c’è quello di ordinare alla banca lo storno dei soldi

Se non avete pagato una multa ed avete  un conto corrente  (in italia !!! )  è molto probabile che l’importo  verrà  prelevato direttamente dalla banca per poi essere trasferito all’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate Riscossione). Un pignoramento automatico che, tuttavia, deve rispettare alcune garanzie nei confronti dell’automobilista affinché questi abbia sempre il tempo per opporsi e presentare le proprie difese . Di fatto, però, se nulla fa il debitore, il pignoramento diretto del conto corrente senza causa e senza giudice – rientra tra i poteri dell’esattore. Poteri collegati al fatto che la cartella di pagamento è un titolo più che sufficiente per avviare l’esecuzione forzata senza alcuna autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria. In definitiva è corretto dire che la multa non pagata può essere prelevata dal conto corrente in via diretta. È bene dunque non sottovalutare tale circostanza e verificare cosa effettivamente può succedere.

FATEVI FURBI !!!

ritornate studenti  e difendetevi con il sapere 

Cosa fare dal verbale alla cartella esattoriale

La multa deve essere notificata all’automobilista e al responsabile in solido entro 90 giorni dall’infrazione altrimenti è nulla.

Nel momento in cui l’automobilista riceve la multa, ha 30 giorni di tempo per contestarla davanti al giudice (se si rivolge al Prefetto il termine è di 60 giorni). Se si vuole estinguere la multa oltre il 60° giorno si deve pagare la sanzione in misura piena (quasi raddoppiata).

Se non avviene il pagamento, il Comune iscrive a ruolo l’importo non corrisposto. Ciò significa che viene incaricato l’Agente della riscossione al recupero della multa.

L’Agente della Riscossione notifica la cartella di pagamento all’automobilista. La cartella deve rispettare due termini:

  • deve essere notificata entro massimo cinque anni dal ricevimento del verbale all’automobilista: diversamente scatta la cosiddetta «prescrizione» e nulla è dovuto;
  • deve essere notificata entro massimo due anni dall’iscrizione a ruolo dell’importo: diversamente scatta la cosiddetta «decadenza» e nulla è dovuto. Per vedere in che data è stata iscritta a ruolo la multa bisogna vedere il dettaglio della cartella esattoriale.

 

Dalla cartella esattoriale al pignoramento

Dopo che l’automobilista riceve la cartella esattoriale relativa alla multa non corrisposta ha 60 giorni di tempo per pagarla, contestarla o chiederne la rateizzazione. In verità la rateazione può essere chiesta anche successivamente, purché il pignoramento non sia già stato eseguito.

Per importi fino a mille euro, in caso di mancato pagamento anche dopo questi 60 giorni, viene inviato un altro avviso.

Solo dopo il 61° giorno (o, per importi fino a mille euro, dopo il 121° giorno), la cartella diventa definitiva e l’Agenzia delle entrate inizia la procedura di recupero del debito. La procedura può implicare

  • misure cautelari come il fermo auto: in tal caso l’automobilista riceve un preavviso di fermo almeno 30 giorni prima contro cui può opporsi ad esempio sostenendo che l’auto serve per il lavoro (ciò vale solo per imprenditori e professionisti o artigiani; non per lavoratori dipendenti);
  • pignoramento.

Multa non pagata: pignoramento diretto del conto

 

Tra le forme di pignoramento c’è quello del conto corrente bancario. Ed ecco che arriviamo al quesito iniziale: può l’Agenzia delle Entrate pignorare direttamente il conto corrente e prelevare l’importo della multa non pagata? La risposta è sì, ma proprio perché al termine di questo lungo iter che – come abbiamo visto – ha consentito in più occasioni al contribuente di difendersi o di pagare.

Come avviene il pignoramento? Senza inviare un preavviso al contribuente, l’Agenzia delle entrate notifica un atto di pignoramento alla banca e, contemporaneamente, al debitore. In esso si avvisa che, in mancanza di pagamento entro 60 giorni, la banca dovrà prelevare le somme pignorate (pari alla multa in misura piena più le sanzioni, gli oneri di riscossione e gli interessi) e trasferirle direttamente sul conto dell’Agente della Riscossione. Un prelievo diretto della multa, in definitiva. Ma del resto la procedura vale non solo per le contravvenzione stradali ma per qualsiasi altra ipotesi di inadempienza agli obblighi tributari. Ad esempio, anche in caso di mancato pagamento del bollo auto si può assistere al prelievo diretto dal conto corrente.

 

 

IO URLO IL VOSTRO SILENZIO !!!

BASTA FARCI PAGARE LE MULTE , MA PER DIRE BASTA BISOGNA AGIRE , E PER AGIRE BISOGNA CONOSCERE I PROPRI DIRITTI.

 

RITORNATE STUDENTI INSIEME A TUTTI NOI E CONTESTATE OGNI VERBALE . 

 

RIPRENDIAMO POSSESSO DEI NOSTRI DIRITTI FIN TROPPO CALPESTATI .

 

ECCO UNO DEI TANTI VIDEO CHE LO TESTIMONIANO! 

 

 

 

 

 

Approfondimento  per i più esperti .

Dalla multa alla cartella di pagamento

dell’Agenzia Entrate: difese da mettere in atto.

Riscossione esattoriale: dopo il verbale di contravvenzione per violazione del codice della strada, l’iter che fa la multa per diventare cartella di pagamento dell’Agenzia Entrate-Riscossione.

Un’innocua multa, se non pagata, dopo diverso tempo può comportare l’arrivo della temuta cartella di pagamento dell’Agenzia Entrate-Riscossione: temuta perché, una volta decorsi 60 giorni dalla sua notifica, scattano le misure cautelari come il fermo auto oppure direttamente il pignoramento (di norma, quello dello stipendio, pensione o conto corrente). Prima che però ciò accada, è necessario che l’amministrazione rispetti alcuni passaggi, con dei tempi prefissati dalla legge, in mancanza dei quali tutto il procedimento è nullo. Ecco quindi, una serie di consigli su come difendersi in questi casi. La multa deve essere pagata entro 60 giorni dalla sua notifica. Se alla scadenza di tale termine non è avvenuto  l’adempimento spontaneo, essa diventa titolo esecutivo e, quindi, l’amministrazione può procedere all’esecuzione forzata nei confronti del debitore. Anche un solo giorno di ritardo nel pagamento del verbale determina la formazione del titolo esecutivo. Se l’automobilista propone ricorso al giudice di pace (da depositare entro 30 giorni dalla notifica del verbale) il ricorso non sospende il termine entro cui la multa va pagata (sebbene è difficile che, nelle more del giudizio, l’amministrazione proceda a riscuotere coattivamente l’importo). In ogni caso, se il ricorrente lo chiede in modo espresso, il giudice, alla prima udienza, può sospendere l’esecutività e tutto viene definito, poi, con la sentenza conclusiva del processo.Se l’automobilista, invece, propone ricorso al Prefetto (da inviare entro 60 giorni dalla notifica del verbale) il ricorso sospende l’esecutività della multa. Se il Prefetto rigetta il ricorso, emette un’ordinanza di ingiunzione la quale va pagata entro 30 giorni. Entro tale termine, l’interessato può decidere se pagarla, impugnarla davanti al giudice di pace oppure non pagarla; in quest’ultimo caso, diventa anch’essa titolo esecutivo.
Riassumendo
  • la multa diventa titolo esecutivo dopo 60 giorni dalla sua notifica;

  • l’ordinanza ingiunzione del prefetto, invece, diventa titolo esecutivo dopo 30 giorni

Il verbale (o l’ordinanza-ingiunzione) diventa automaticamente titolo esecutivo per un ammontare pari alla metà del massimo della somma prevista a titolo di sanzione amministrativa, maggiorata delle spese di procedimento.
Che succede se pago meno dell’importo dovuto per la multa?
In caso di pagamento nei termini in misura inferiore a quella dovuta, quanto pagato viene trattenuto a titolo di acconto e il verbale costituirà titolo esecutivo per una somma pari alla differenza fra la metà del massimo edittale e l’acconto.
Che succede se pago dopo i 60 giorni?
Se il pagamento avviene oltre i 60 giorni, la somma viene trattenuta a titolo di acconto e il verbale costituirà titolo esecutivo per una somma pari alla differenza fra la metà del massimo edittale e l’acconto.
Che succede se pago e poi faccio ricorso?
Se, dopo la presentazione del ricorso, ma entro i 60 giorni, il trasgressore effettua il pagamento in misura ridotta, l’effetto del ricorso viene meno.
Che succede se non pago la multa o l’ordinanza ingiunzione?
In questo caso, l’ente titolare del credito avvia il procedimento di riscossione coattiva. Il primo passo è quello della formazione del ruolo per il titolo esecutivo. Si tratta di un provvedimento amministrativo emesso dal Prefetto, dal Sindaco o dal Presidente della Giunta provinciale o regionale – a seconda che l’infrazione sia stata accertata, rispettivamente, da un organo appartenente allo Stato, all’Amministrazione comunale, all’Amministrazione provinciale o regionale.Il ruolo, viene così dato in carico all’Agenzia Entrate-Riscossione o ad altra società delegata per la riscossione esattoriale. L’agente per la riscossione, dunque, notifica al trasgressore la cartella di pagamento in cui sono indicati: l’ammontare, le modalità e la causale della somma da versare (maggiorata del 10% per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile).
Cosa posso fare se ricevo la cartella di pagamento?
La cartella di pagamento può certamente essere impugnata (entro 30 giorni), ma non per vizi attinenti alla precedente multa. Non si possono, cioè, ripescare le censure che andavano proposte contro il verbale entro i 30 giorni (60 giorni per il Prefetto) dalla sua notifica.
Si può contestare la cartella di pagamento, invece, solo per “vizi propri”, ossia quelli attinenti ad errori commessi dall’Agente della riscossione come: errori di notifica (la cartella è stata notificata a soggetto che non è colui a cui era stata notificata la multa), mancata indicazione del responsabile del procedimento, insufficiente motivazione della cartella, omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi, ecc.
Che succede se, ricevuta la cartella, non ho mai ricevuto invece la multa?
In tal caso, la cartella esattoriale può essere impugnata entro 30 giorni davanti al giudice di pace. Bisogna eccepire il difetto di notifica del cosiddetto “atto prodromico”, ossia la multa.

 

Che succede se non pago neanche la cartella dell’Agenzia Entrate-Riscossione?
Se l’obbligato non provvede al pagamento della cartella entro 60 giorni, né presenta ricorso entro 30 giorni, si procede ad esecuzione esattoriale. In pratica, l’Agenzia Entrate-Riscossione – o qualsiasi altro Agente della riscossione al posto suo – procede ad attuare i mezzi necessari per costringere il trasgressore a pagare. Tali mezzi di solito sono:
il fermo dell’auto: in tal modo il mezzo non può più circolare, né essere rottamato. Può tuttavia essere venduto, ma l’acquirente acquista l’auto con tutto il fermo. La giurisprudenza ritiene che il fermo amministrativo non possa essere iscritto se l’auto è cointestata anche a un altro soggetto diverso dal trasgressore. Il fermo auto non è un atto di pignoramento, ma una misura cautelare, volta a far sì che il bene non si rovini in vista del successivo ed eventuale pignoramento. In verità, l’Agenzia Entrate-Riscossione utilizza tale strumento come mezzo di coercizione in sé per sé, per via della sua natura particolarmente afflittiva;
il pignoramento: per importi modesti come quelli delle multe, di norma l’Agenzia Entrate-Riscossione procede al pignoramento del conto corrente, stipendio, pensione, canoni di locazione, pagamento di fatture accreditate dalla Pubblica amministrazione o da altri clienti. Pressoché impossibile è il pignoramento della casa (che può essere attivato solo se il debito superi 120mila euro). Il pignoramento mobiliare invece è scarsamente utilizzato per la sua totale inutilità.
Come posso togliere il fermo auto e tornare a circolare?
Il ricorso al giudice non sospende il fermo auto in automatico, salvo che lo conceda il giudice su espressa richiesta del trasgressore. L’unico modo certo per sospendere il fermo auto è presentare istanza di rateazione all’Agenzia Entrate-Riscossione. In tal caso, il fermo si sospende al pagamento della prima rata (è necessario che l’interessato presenti la ricevuta di versamento allo sportello dell’Agenzia Entrate-Riscossione che, a sua volta, consegnerà una liberatoria da presentare al PRA), per poi estinguersi definitivamente con l’integrale pagamento della dilazione.
Dopo quanto tempo si prescrive la cartella di pagamento per la multa?
La cartella dell’Agenzia Entrate-Riscossione per la multa si prescrive in 5 anni. Questo vuol dire che entro tale termine o l’Agenzia Entrate-Riscossione avvia il pignoramento oppure notifica un sollecito di pagamento che ha l’effetto di interrompere il termine della prescrizione e farlo decorrere nuovamente da capo. In assenza di uno di tali due atti, scatta la prescrizione e qualsiasi successiva mossa da parte dell’Agenzia Entrate-Riscossione è da considerare illegittima e impugnabile al giudice.
Che succede se, dopo un anno dalla notifica della cartella, l’Agenzia Entrate-Riscossione non agisce?
Se trascorre più di un anno dalla notifica della cartella, l’Agenzia Entrate-Riscossione, per poter procedere al pignoramento, deve necessariamente notificare un nuovo avviso al trasgressore: l’avviso di mora, con cui intima di pagare entro 5 giorni.
Che succede se l’Agenzia Entrate-Riscossione sbaglia nell’iscrivere a ruolo l’importo della multa?
In caso di erronea iscrizione a ruolo del verbale (perché presenta vizi sostanziali o procedurali o perché l’infrazione è da ritenersi estinta), l’interessato può presentare un’istanza di autotutela in carta semplice, senza formalità, ma allegando la relativa documentazione probante, all’Amministrazione che ha emesso il ruolo (che può provvedervi anche d’ufficio, o su sollecito dell’Ente accertatore o dell’esattore), chiedendo la cancellazione del verbale. Contestualmente, l’istante ha la possibilità – da un lato, per evitare il procedimento di pignoramento prima che l’Autorità amministrativa provveda e, dall’altro, per reperire quegli elementi che possano adeguatamente provare la sua posizione – di richiedere la sospensione della riscossione della cartella di pagamento. Qualora l’istanza trovi accoglimento, l’Amministrazione dovrà chiedere all’Agenzia Entrate-Riscossione di cancellare il verbale dal ruolo e, conseguentemente, di non procedere più contro la persona cui è stata notificata la cartella di pagamento. Si tratta di una particolare forma di autotutela amministrativa della Pubblica Amministrazione che, riconoscendo il proprio errore, ha il dovere di annullare l’atto insanabilmente viziato.
Che succede se ricevo un’ingiunzione del Comune?
Il Comune potrebbe provvedere direttamente alla riscossione della multa senza incaricare l’Agenzia Entrate-Riscossione. In tal caso invierà al trasgressore la cosiddetta ingiunzione fiscale. Pertanto, se le violazioni sono accertate da organi di polizia stradale statali o provinciali, o dal personale degli uffici viabilità delle regioni, si procederà alla riscossione tramite ruolo; se, invece, sono accertate dalla polizia municipale si può procedere con l’ingiunzione fiscale. Il procedimento di coazione comincia con la ingiunzione, la quale consiste nell’ordine, emesso dal competente ufficio dell’ente creditore, di pagare entro trenta giorni, sotto pena degli atti esecutivi, la somma dovuta. La ingiunzione è vidimata e resa esecutoria dal pretore nella cui giurisdizione risiede l’ufficio che la emette, qualunque sia la somma dovuta; ed è notificata, nella forma delle citazioni, da un ufficiale giudiziario addetto alla pretura o da un usciere addetto all’Ufficio di conciliazione.Contro l’ingiunzione fiscale si può proporre opposizione davanti al giudice di pace del luogo in cui ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento opposto.
Quando si prescrive la multa?
Il diritto della pubblica amministrazione a riscuotere le somme dovute per le violazioni si prescrive al decorrere di 5 anni dal giorno della commessa violazione.Per il computo del termine non si conta il giorno iniziale e la prescrizione si verifica allo scadere dell’ultimo attimo del giorno finale. Il decorso del termine di prescrizione si interrompe – per cui ricomincia, dal giorno successivo alla comunicazione, per intero un nuovo periodo di prescrizione (5 anni) – ogni qualvolta la P.A. compia un atto di esercizio del suo diritto.In caso di contestazione immediata del verbale, la prescrizione comincia a decorrere dal giorno successivo e si compie, senza atti interruttivi, al quinto anno.In assenza di contestazione, la prescrizione comincia ugualmente a decorrere dal giorno successivo a quello della commissione ma, la successiva notifica del verbale interrompe la prescrizione.Se il trasgressore propone ricorso al Prefetto, la prescrizione è interrotta dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione del Prefetto stesso. Se invece il trasgressore propone ricorso al giudice di pace, la pubblicazione della sentenza interrompe la prescrizione.